6.10.1576. Per un mondo a colori
6 ottobre 1576 – Nel Palazzo della Pilotta, Jean Soens riceve il denaro necessario per acquistare i colori. Soens è un colorista, che poi si scoprirà anche pittore. Per ora però non dipinge quadri, ma decora pareti e mobili. Nel Cinquecento, case e palazzi sono poveri di arredi, ma comunque molto più vivaci delle abitazioni del XXI secolo, perché nessuno in età rinascimentale vorrebbe muri e soffitti bianchi e ante e cassetti color legno. Chi può permetterselo, pittura tutte le superfici.
Jean Soens è arrivato in Italia dal Brabante, nei Paesi Bassi, per diventare artista. Ad Anversa ha scoperto di avere una buona mano, allora è partito per Roma dove ha potuto fare da lavorante per diversi grandi pittori, compreso Vasari. Nel 1575 viene a Parma e il duca Ottavio Farnese lo assume per abbellire case e chiese e perfino armature.
Ad esempio, Soens decora le ante dell’organo della Steccata e di Sant’Alessandro. O elmo e corsaletto per la giovane Margherita Farnese, nipote di Ottavio. O lo scafo del bucintoro che i regnanti di Parma usano per parate sul fiume Po. O il soffitto di una delle porte delle mura. O una loggia nel Palazzo del Giardino.
Come decora questo fiammingo? Per lo più disegna paesaggi, che anima con poche figurine umane piccole piccole. E disegna oggi, disegna domani, pian piano il disegno si fa più coraggioso e complesso. Così, negli anni ‘90, al nostro pintore vengono commissionati anche quadri veri e propri, come ritratti dei duchi, scene delle loro imprese e pale d’altare dove comunque la sua predilezione per i paesaggi spesso sovrasta i soggetti umani.
Soens morirà nel 1611 e fra le cose lasciate ai figli ci sono anche i suoi colori, come quelli prodotti col primo compenso avuto dal duca Ottavio il 6 ottobre 1576, che per tutta la vita si fabbrica da solo macinando pietre.




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Succede il 6 di ottobre:


