Città che cambia,  Età contemporanea

4.10.1937. La faraonica chiesa del Sacro Cuore

4 ottobre 1937 – Il vescovo Evasio Colli posa la prima pietra della chiesa del Sacro Cuore in piazzale Volta. Un progetto faraonico, monumentale. Perché il nuovo tempio non dovrà servire solo da parrocchia, ma anche come santuario per i resti dei soldati caduti nelle guerre coloniali del regime fascista, che ha appena conquistato l’Etiopia.

Anche per questo la cerimonia di apertura del cantiere è particolarmente affollata di autorità. Siamo a soli 8 anni dai Patti lateranensi e non c’è più conflitto fra autorità civile e religiosa, tanto che il terreno per la futura casa di Dio nel recentissimo suburbio Farini – così si chiama la zona fra la Cittadella e il torrente – lo ha donato il Comune.

Tutti i presenti firmano una pergamena, che viene poi sigillata in un astuccio di piombo e sotterrata là dove sarà innalzato uno dei pilastri dell’edificio. A benedire l’opera, assieme al vescovo, ci sono quasi tutti i preti giovani di Parma. E ci sono anche tanti missionari Saveriani, perché sono loro ad aver trovato i finanziamenti per la costruzione e che poi gestiranno la parrocchia, tenuta fino al 1978.

La costruzione è stata progettata dall’ingegner Carlo Pouchain, romano, scelto attraverso un concorso che ha raccolto ben 27 proposte diverse. In realtà, al vescovo non ne è piaciuta neppure una, ma molti hanno insistito perché si procedesse celeri, e allora ha acconsentito ad approvare quella che i Saveriani hanno apprezzato di più.

Si trova al centro di questa nuova parte di città, sulla piazza in cui sono stati raccolti altri spazi simbolici: di fronte c’è la casa dei Balilla (poi scuola Don Milani) e di fianco la Casa della nuzialità (un condominio di alloggi popolari).

La chiesa promette di essere una delle costruzioni più grandi e appariscenti di Parma: un enorme prisma esagonale con torrette ad ogni vertice e cappelle aggettanti su tutti i lati, con un tamburo piatto in cima e costruzioni più basse tutte intorno, appoggiate su scalinate monumentali. Completa il progetto un campanile capitozzato che ricorda vagamente la parte inferiore di quello di piazza San Marco a Venezia.

Niente di tutto questo verrà però realizzato davvero. I lavori si fermano alla cripta, che sempre Colli consacra il 26 giugno 1938. Poi, per scarsità di fondi e per l’imporsi di altre priorità, il cantiere si ferma.

Nel dopoguerra, l’opera riparte, ma rivedendo completamente i piani iniziali e dimenticando la storia del santuario per i caduti. Alla fine degli anni Quaranta sorgeranno la sagrestia e l’oratorio, quest’ultimo demolito già nel 1982 perché mal costruito e sostituito da un complesso di aule a due piani. Nel 1984, la cripta è ufficialmente promossa a chiesa: per la parrocchia basta e avanza. Un campanile ben diverso da quello immaginato da Pouchain sarà aggiunto nel 1991.

La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata
La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata
La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata
La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata
La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata
La chiesa del sacro Cuore di Parma progettata da Carlo Pouchain, iniziata ma mai terminata

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Succede il 4 di ottobre:

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