5.11.1738. San Francesco Solano salvaci dal terremoto!
5 novembre 1738 – Attorno alle undici di sera la terra trema. Un terremoto scuote buona parte della Pianura Padana. Non è un solo sussulto, ma una serie che pare non voler concludersi. In un’ora, si avvertono quattro spaventosi scossoni.
Il sisma si sente da Verona fino a Parma. E proprio Parma è una delle città che registra più danni. Al mattino si contano più di duemila comignoli precipitati dai tetti nei cortili o in strada.
In futuro, questo terremoto sarà valutato di magnitudo 5.1, cioè fra i quindici più forti dell’intera storia di Parma.
I parmigiani, più che dell’intensità dell’evento tellurico, sono colpiti dal ripetersi delle scosse, che pur in forma più lieve, continuano ad assestare il sottosuolo anche nei giorni seguenti.
Per mettere fine a questa terribile situazione, Parma decide di votarsi a un nuovo patrono. Giusto una dozzina di anni prima, papa Benedetto XIII aveva proclamato santo Francesco Solano, un francescano spagnolo missionario presso i popoli amerindi, morto nel 1610. Di patroni Parma ne ha già più d’uno, ma nessuno specializzato in protezione dai terremoti, come invece è Solano.
Questo frate aveva predetto la distruzione della città di Trujillo, in Perù, a causa di un evento naturale, cioè proprio un terremoto. Effettivamente, un sisma di magnitudo 8.7 rase al suolo la città sudamericana il 14 febbraio 1619 causando 3.000 vittime. Una predizione che lo ha eletto patrono di tutti i terremotati.
A Parma, nei giorni immediatamente successivi al terremoto di questo 5 novembre viene celebrato un triduo in onore di san Francesco Solano. E le scosse cessano. Le preghiere verso questo francescano torneranno frequenti ad ogni nuovo sisma.


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Succede il 5 di novembre:


