Cultura & Società,  Età contemporanea

31.12.1923. Apre il liceo scientifico, una scuola per pochi

31 ottobre 1923 – Primo giorno di lezione del Liceo scientifico di Parma, che qualche anno più avanti sarà chiamato Guglielmo Marconi.

Questa nuova scuola è l’espressione meglio visibile della riforma Gentile, che ha stravolto il mondo dell’istruzione. Lo scopo dichiarato è riservare gli studi alti ad un gruppo ristretto di giovani, contro quell’idea democratica di scuola che si era affermata nei primi due decenni del secolo ma che il nuovo regime fascista non condivide. Lo Scientifico ha esclusivo scopo di preparare i giovani alle facoltà universitarie di Scienze e di Medicina, invece chi fa il Classico può accedere a tutte le facoltà; la nuova scuola è nata proprio per liberare il Classico dagli studenti meno brillanti.

A Parma lo Scientifico apre in fretta e furia. All’inizio del mese, in città ancora non si sapeva della novità. Le iscrizioni sono raccolte dal 5 al 15 ottobre e segretario e bidelli saranno assunti solo a metà dicembre. Per la sede ci si adatta come si può negli insufficienti spazi della scuola Pietro Giordani, in piazzale Rondani, condivisi con l’Istituto tecnico, in attesa di lavori di ampliamento.

Ad iscriversi allo Scientifico sono in maggioranza alunni della soppressa sezione fisico-matematica dell’Istituto tecnico e dell’altrettanto soppresso Liceo moderno. Qualcuno viene dal Classico.

Il Liceo scientifico non è l’unica novità di questo autunno 1923. In concomitanza nasce infatti anche l’Istituto magistrale. Di contro, chiude la Scuola normale. Questa aveva due corsi e per contenuti è molto simile al Magistrale, al quale viene però concessa una sezione sola.

Più ancora del riordino degli indirizzi, della riforma Gentile è però importante l’inflessibile stretta alle iscrizioni, imponendo un numero massimo di classi e un numero massimo di alunni per classe, fino a 35. Finora, a fronte di abbondanti richieste, i presidi potevano creare classi suppletive, mentre da questo ottobre 1923 dovranno fare selezione.

Allo Scientifico di Parma è concessa una sola sezione. E la città è stata esclusa dalla liste dove aprono anche i nuovi Licei femminili.

Anche all’Istituto tecnico, la scuola più grande c’è carenza di posti. Questa ha otto sezioni fra gli indirizzi di Ragioneria e di Agrimensura, ma per il primo le domande superano di molto la disponibilità e tante famiglie protestano.

Ma chi decide chi può accedere all’istruzione superiore e chi resta escluso? Il primo criterio è la residenza nel Comune della scuola. In una riunione fra presidi, è stabilito che tutti i centri attorno alla città – come San Lazzaro, San Pancrazio, Golese, Vigatto… – non devono essere presi in considerazione; il fatto che lì non vi sia nessun liceo o istituto è affar loro. Il secondo criterio è il merito: prima delle lezioni c’è un esame e solo i primi passano.

Tutti gli esclusi possono ricorrere all’istruzione privata, ed effettivamente anche a Parma nel 1923 aprono anche almeno tre istituti privati: il Ginnasio-Liceo privato con sede in borgo Schizzati; la Sala dei professori in via Cairoli con indirizzi di ginnasio, liceo e tecnico, anche serale; un terzo centro presso il Circolo filologico in via Farini che impartisce lezioni di scuola magistrale, tecnica e ginnasiale. Ma queste scuole avranno vita breve, perché la stragrande maggioranza dei giovani è obbligata ad un scelta diversa: rinunciare alla scuola e cercare un lavoro. In Italia, fra 1922 e 1924 gli studenti superiori calano di un terzo, da 278.000 a 186.000.

Una cartolina del 1932 con la sede del liceo scientifico Marconi di Parma: quando l'edificio passò poi al liceo classico Romagnosi, il Marconi si spostò in Palazzo Cusani (Casa della Musica) e infine in via Costituente
Una cartolina del 1932 con la sede del liceo scientifico Marconi di Parma: proprio in quell’anno l’edificio passò al liceo classico Romagnosi e il Marconi si spostò in Palazzo Cusani (Casa della Musica) e nel 1955 in via Costituente

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Succede il 31 di ottobre:

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