1.11.1964. Economia e Lettere, facoltà fai-da-te
1° novembre 1964 – Cerimonia di apertura della Facoltà di Magistero di Parma, che poi diventerà Facoltà e Dipartimento di Lettere.
L’inaugurazione segue di pochi giorni in decreto con cui il presidente della Repubblica Antonio Segni ha formalmente approvato l’istituzione della nuova facoltà, datato 22 ottobre.
La nuova facoltà rilascerà lauree in Materie letterarie, Pedagogia e Lingue e letterature straniere, con percorsi di francese, tedesco, spagnolo e inglese. Particolarmente urgente al momento è la laurea in Pedagogia, perché nel parmense mancano insegnanti. Il progetto era stato approvato dal senato accademico già nel luglio del ’63, “onde favorire una ripresa degli studi umanistici nella città e far fronte alla crescente necessità di personale insegnante della scuola media della zona“.
Ma per avviare i nuovi corsi, la città deve trovare da sola tutte le risorse. Dal dopoguerra, lo Stato italiano pare essersi dimenticato delle Università, ancora regolate da una legge del 1933. La Facoltà di Magistero è interamente finanziata da Comune e Provincia di Parma, che si impegnano a pagare per almeno 30 anni gli stipendi di tutti i docenti: cinque professori e altrettanti di ruolo assistenti.
La nuova facoltà ha sede nel palazzo centrale dell’Ateneo, l’antica sede dei Gesuiti.
Esattamente 10 anni prima, sempre qui e con le medesime modalità, era nata un’altra facoltà, quella di Economia e commercio, approvata con decreto del presidente della Repubblica il 16 novembre 1954 e avviata immediatamente dopo.
Anche allora, lo Stato non aveva sborsato una lira. L’Università aveva potuto aprire la facoltà grazie ai soldi di Camera di Commercio, Ordine Costantiniano di San Giorgio e Cassa di Risparmio, che nell’aprile precedente si erano impegnati a versare il denaro necessario per il mantenimento degli otto professori previsti.
L’apertura della facoltà di Economia nel 1954 era stata funestata dalla tragica morte di una ragazza appena iscritta alla nuova facoltà, la fidentina Luisa Ponsi, travolta da un treno ad un passaggio a livello fra Ferrara e Rovigo nel corso di una gita in moto col fidanzato, a pochi giorni dall’inizio dei corsi.
Di nuovo il Comune, nel 1965 donerà all’Università edifici e terreni fra via D’Azeglio e via Kennedy per dare spazi più ampli a queste due facoltà, che per almeno 60 anni vi manterranno la loro sede.

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Succede il 1° di novembre:


