4.11.1926. L’asilo monumento: ricordare i caduti vivendo
4 novembre 1926 – Nell’ottavo anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, a San Lazzaro viene inaugurato l’asilo-monumento.
Come spiega Numa Guardasoni, presidente del comitato che ha raccolto i fondi per finanziarne la costruzione, qui non si voleva “aggiungere un altro freddo monumento ai mille già pullulanti nelle piazze”, ma ricordare i caduti della guerra in “un’opera di vita”.
Sono 191 i giovani di San Lazzaro parmense morti nelle trincee. I loro nomi sono stati scritti su due lastre di pietra sulla facciata del nuovo edificio. sotto ad un bassorilievo in bronzo dello scultore Pietro Carnerini di Traversetolo. Raffigura bambini e mamme attorno ad uno stilizzato e virile fante con la toga.
L’asilo è stato costruito con grande rapidità, Progettato dal modenese Riccardo Bartolomasi, la prima pietra è stata posata in maggio. Allora c’era anche il vescovo di Trento, a rappresentare i luoghi dove italiani ed austriaci si sono reciprocamente ammazzati per quattro anni.
In questo 4 novembre 1926, un breve corteo sfila dal Municipio di San Lazzaro in via Zarotto, accompagnato dalla banda del riformatorio Lambruschini che suona l’Inno del Piave. Dopo i vari discorsi di rito, i presenti visitano la struttura, già affidata alle suore Chieppine.
L’asilo è al centro di un grande parco, con 191 alberi. È il Parco delle Rimembranze di San Lazzaro. Il terreno per asilo e parco lo ha donato un importante commerciante di carbone, Carlo Freddi, che ha pagato anche gli arredi e la bandiera sul tetto.
A distanza di cento anni da questa inaugurazione, l’asilo ci sarà ancora, non così il parco, distrutto per erigere altri edifici di ben inferiore significato.


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Succede il 4 di novembre:


