Cultura & Società,  Età contemporanea

31.10.1822. La casa-museo di Giuseppe Stuard

31 ottobre 1822 – Giuseppe Stuard acquista dai conti Pellegrini le case ai numeri 47, 49 e 51 di strada Santa Croce (via D’Azeglio) per disporvi la sua collezione di quadri.

Stuard è un giovane colto ed abbiente, amante dell’arte e della bella vita. Suo nonno Pietro era un pittore dilettante e anche Giuseppe da ragazzo ha provato a tenere il pennello in mano, ma ha capito che non è la sua strada. Meglio dedicarsi alla raccolta di opere di vere artisti.

Il momento è favorevole: Napoleone ha rimescolato collezioni grandi e piccole, portando via i dipinti più pregiati e concedendo alle parrocchie tele e tavole di minor valore; ora che Napoleone non c’è più, diversi parroci sono disposti a vendere questi quadri. Lo Stuard è fra gli acquirenti più attivi.

Si muove seguendo non tanto il suo gusto, ma una moderna visione di storia dell’arte, che coglie i legami fra un’opera e l’altra. Una lezione che ha appreso quando studiava con i gesuiti al Collegio dei nobili, leggendo i libri di Luigi Antonio Lanzi.

Stuard riesce a recuperare anche buona parte della raccolta privata che era stata del marchese Alfonso Tacoli Canacci, un altro cultore dell’arte, che una generazione prima si occupava di acquisti di quadri per il duca Ferdinando di Borbone.

Alla fine, Giuseppe Stuard riesce a mettere insieme una bellissima collezione, che va dal Medioevo al Rinascimento. Ha dei Guercino, degli Schedoni, dei Lanfranco, dei Guido Reni ed è convinto di avere anche un Paolo Uccello e persino un Leonardo da Vinci. Ci vuole un posto dove tenerli. E allora acquista le case che stanno dirimpetto alla chiesa dell’Annunciata.

Il suo amico architetto Luigi Bettoli progetta la sistemazione delle tre case comprate in strada Santa Croce prevedendo spazi adeguati per ciascuno dei quadri di Stuard. E fa appena in tempo.

Un anno dopo l’acquisto degli immobili, il collezionista si ammala gravemente e non si riprenderà più. Dovrà abbandonare gran parte degli incarichi pubblici e degli svaghi fino ad allora frequentati, il teatro e le società letterarie. Stuard si chiude nella sua casa-museo, che diventa il rifugio dove trascorrere gran parte del tempo nei dieci anni che gli rimangono.

Alla sua morte, ne 1834, la collezione passa in eredità alla Congregazione di Carità, con l’obbligo di tenerla esposta nella sua sede, Palazzo San Tiburzio: per riuscire ad appendere tutte le tele, devono essere costruite tre nuove stanze, progettate sempre da Bettoli. La casa in Oltretorrente, invece, resta in usufrutto vitalizio ad una signora di nome Teresa Melli, alla quale lo Stuard è sempre stato affezionatissimo. Sarà lei a levare i quadri dalle pareti e accumularli in un’unica stanza, in attesa del trasferimento presso la Carità.

Quasi un secolo più tardi, la Congregazione aprirà i propri uffici al pubblico, presentando la collezione Stuard come un museo. Nel 2002, quella raccolta si è trasferita nell’ex monastero di San Paolo: la Pinacoteca Stuard.

Ritratto di Giuseppe Stuard, stampa di Luigi Viotti, metà XIX sec., Pinacoteca Stuard, Parma
Ritratto di Giuseppe Stuard, stampa di Luigi Viotti, metà XIX sec., Pinacoteca Stuard, Parma

–

——————————

Succede il 31 di ottobre:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.