Cronaca,  Età contemporanea,  Politica

6.5.1860. L’arco effimero di Vittorio Emanuele

6 maggio 1860 – Il re passa da Parma passando sotto un arco trionfale eretto solo per lui.

È Vittorio Emanuele II, sovrano di Sardegna che fra un anno si proclamerà anche re d’Italia. Attraversa le province dell’Emilia di ritorno dal suo primo viaggio in Toscana, da poco aggiunta ai suoi domini. Parma è dei Savoia già dal 1859, novità da poco confermata con un plebiscito.

Vittorio Emanuele viaggia in treno. L’arrivo del suo convoglio, alle sei di pomeriggio, è annunciato da spari di cannone, a salve. Il sindaco Luigi Sanvitale lo accoglie in stazione. Poi, in carrozza, seduto accanto al dittatore Farini, il re sfila per il centro città addobbato a festa, fino in cattedrale, anche se il vescovo Felice Cantimorri si rifiuta di farsi vedere, in polemica col noto antipapismo dei Savoia. Il re si affretta a dichiarare che rispetta la sovranità di Pio IX su Roma e non cercherà mai di far sua anche quella città…

Lungo le vie Vittorio Emanuele ammira festoni, luci accese, bandiere… Il giorno prima è passato di persona Camillo Benso conte di Cavour per approvare l’apparato. Di tutte le decorazioni con cui è stata abbellita Parma, la più vistosa è certamente un arco di trionfo innalzato in via Garibaldi, a un passo dal Palazzo ducale, dove il re può riposarsi.

Un arco quadrifronte, alto 30 metri e largo tredici. Per finirlo in tempo, si è lavorato anche di notte. La parte alta si slancia su diverse di colonne e poi statue, dedicate alle recenti battaglie del Risorgimento.

Il re si ferma una notte. Fa in tempo a visitare i tesori artistici della Pilotta e a passare in rassegna i soldati in Cittadella. Ordina che ai poveri sia distribuito pane e riso e prima di risalire sul suo treno lascia un’offerta di 12.000 lire.

E l’arco? Anche lui se ne va alla svelta: giusto una settimana e via, demolito! È fatto tutto di legno – a progettarlo è stato uno scenografo del Teatro Regio – e nonostante tutti gli applausi tributati alla testa coronata, non è che questo Savoia a Parma lo amino davvero tutti. Il 15 maggio il Consiglio comunale ordina l’abbattimento di quel catafalco vistoso.

L'arco eretto a Parma per la visita del re di Sardegna Vittorio Emanuele II nel 1860, Biblioteca Palatina di Parma
L’arco eretto a Parma per la visita del re di Sardegna Vittorio Emanuele II nel 1860, Biblioteca Palatina di Parma
"Stereofoto" dell'arco eretto a Parma per la visita del re di Sardegna Vittorio Emanuele II nel 1860, Rijksmuseum di Amsterdam
Stereofoto” dell’arco eretto a Parma per la visita del re di Sardegna Vittorio Emanuele II nel 1860, Rijksmuseum di Amsterdam

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Succede il 6 di maggio:

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