19.8.1860. I primi 32 correntisti della Cassa di Risparmi
19 agosto 1860 – Senza alcuna cerimonia e di domenica apre la Cassa di Risparmi in Parma, prima banca vera a propria a Parma.
Due anni prima, il ministro delle Finanze Antonio Lombardini aveva rispolverato il progetto più volte tentato ma mai riuscito di una banca per sostenere l’economia locale e contrastare lo strozzinaggio. A farsi carico della sua attuazione, stavolta con successo, è l’economista Giuseppe Osenga, l’unico presente all’apertura dello sportello assieme al cassiere Faustino Pellegri.
In questo 19 agosto, nella sede della banca in Palazzo Tarasconi (via Farini) si presentano 32 persone, che depositano 635,36 lire. È poco. La novità impiegherà tempo a prendere piede, perché occorre conquistare la fiducia dei cittadini, convincerli che conviene mettere i soldi in banca, vincere le paure di perderli, che gli usurai parmigiani fomentano a più non posso per tenersi i clienti.
Proprio la diffidenza verso novità in campo finanziario hanno fatto naufragare i precedenti tentativi di avviare la Cassa di Risparmio. Già nel 1828 era stato progettato nei minimi dettagli un istituto finanziario che doveva comprendere banca, assicurazione e una fondazione benefica a vantaggio degli orfani, con capitali privati da ripagare con dividendi. Ma quei capitali quella volta non erano stati trovati. Un secondo tentativo era venuto nel 1852 su iniziativa di Thomas Ward, diplomatico inglese a servizio dei Borbone, che aveva investito nelle miniere in Appennino, ma le turbolenze politiche del momento fermarono tutto.
Il terzo tentativo è quello buono. La Cassa di Risparmio nasce attraverso una singolare operazione immobiliare, tesa a fornirne il capitale necessario senza bisogno di ricorrere a privati: nel 1855, la duchessa reggente Luisa Maria approva la costruzione di nuove case in Oltretorrente, a formare la nuova via della Salute, donando il terreno e finanziando la costruzione della prima casa, da vendere proprio per finanziare la banca. Poi altri istituti cittadini aderiscono all’iniziativa e le case vendute a favore della Cassa di Risparmio sono nove: la banca ha 214.000 lire per prestiti e interessi.
Nel 1858 l’Anzianato della città conferma il piano e nomina una commissione per strutturare la Cassa, con a capo Osenga. E così si arriva all’apertura del 19 agosto 1860.
Per ora, la banca accetta depositi fra i 50 centesimi e le 50 lire, limite levato nel 1876. Offre un interesse del 3,5%. Sabato e domenica mattina accetta depositi; martedì e mercoledì è aperta per i prelievi.
L’interesse viene presto alzato a 4,5%, per convincere più persone ad aprire conti. E Osenga si prodiga per spiegare i vantaggi personali e collettivi di avere una banca locale. Una strategia vincente. Al principio degli anni ‘70 dell’Ottocento finalmente l’istituto decolla: alla morte di Osenga nel 1872, i depositi sommano ormai quasi 4 milioni di lire.

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Succede il 19 di agosto:


