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16.8.1918. La spagnola viene da Calestano

16 agosto 1918 – Nella caserma di Calestano un numero spropositato di giovani leve affolla l’infermeria accusando febbre e respiro corto. È il primo conclamato focolaio di influenza spagnola in Italia. Non si può far finta di nulla: della grave situazione vengono avvertiti i vertici dell’esercito.

Si chiama “spagnola” semplicemente perché in Spagna non c’è censura militare e della nuova malattia se ne può parlare liberamente. Nel resto d’Europa, impegnata nella Grande Guerra, le autorità militari invece cercano presto di mettere tutto a tacere, ma il precoce caso di Calestano anticipa il silenzio, tanto che in Francia non si dice “spagnola” ma “fievre de Parme”. Per ora, in questo 1918, a Parma è identificata come “malattia di Volinia”, perché in questa località ucraina il morbo era già stato osservato e descritto.

A Calestano c’è il 62° campo di addestramento della Fanteria. Nell’agosto 1918 ci stanno 1.600 uomini. Quelli che si ammalano di spagnola sono 500. La malattia è una febbre che evolve in bronchite e polmonite. A Calestano ci sono 13 morti.

Il 20 agosto la Commissione ispettiva dell’esercito arriva a Calestano, in segreto. Due giorni dopo è pronto il suo rapporto – anche questo segreto – e il 23 il presidio militare trasforma l’infermeria militare insediata presso le Missioni estere di viale San Martino in Reparto di contumacia, dove tenere in isolamenti i contagiati dal misterioso male.

Giovanni Muscella, medico di Tizzano, uno dei pochissimi ancora in servizio – gli altri stanno al fronte –, stando nella valle a fianco di quella di Calestano, ha qualche notizia in più e prima di tutti i colleghi e mette in guardia i suoi compaesani. Per prevenire la spagnola consiglia riposo, tranquillità, gargarismi di aceto, dosi abbondanti di aglio, inalazioni con fumo di paglia bagnata e soprattutto fumare tabacco e bere vino: “Fumate come locomotive e riempitevi di vino come barili”, ripete. Non funziona e pure sua sorella pochi mesi dopo morirà della nuova febbre.

Soldati ricoverati in un reparto di isolamento durante la Prima Guerra Mondiale
Soldati ricoverati in un reparto di isolamento durante la Prima Guerra Mondiale

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Succede il 16 di agosto:

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