Economia,  Età contemporanea

9.7.1919. Calmiere comunale contro il caro vita

9 luglio 1919 – Il Comune di Parma approva un calmiere cittadino per tutti i principali alimenti. La novità è stata chiesta dalla Camera del Lavoro e accolta dal sindaco repubblicano Augusto Olivieri.

Già da quattro anni i prezzi dei beni di consumo sono decisi per legge. Ma finora non è il Municipio a stabilirli, bensì decreti con validità nazionale. Ma tanta è la fame e tanti gli speculatori, che in Piazza Garibaldi decidono di agire in proprio.

Il 1° luglio, l’assessore Avanzini, che è anche a capo dell’Azienda annonaria, scrive al prefetto Adolfo Cotta chiedendo un “calmiere generale”. In risposta a questa petizione – e probabilmente ad altre analoghe da varie città –, il 7 luglio Roma dà facoltà ad ogni Comune di stabilire propri calmieri. Due giorni dopo la giunta già stabilisce i prezzi validi a Parma.

Il calmiere comunale stabilisce a quanto vanno venduti pasta, pane, riso, farina, grassi, salumi, conserve di pomodoro, carni bovine, ovine, equine, di coniglio, pollame, formaggio, burro, latte, zucchero e una lunga lista di frutta e verdura.

Due giorni dopo, il calmiere viene ampliato anche alle calzature e il 12 luglio ad abiti e cappelli, imponendo drastici tagli ai valori di inizio mese: 50% in meno per abiti che costano fino a 40 lire, 25% per i più cari.

La novità crea il caos. Moltissimi parmigiani si gettano in acquisti esagerati e a volte pretendendo sconti anche sulla merce non citata nel calmiere. Viene gente anche da fuori, da tanti paesi dove cibo e vestiti restano cari, per approfittare di questi saldi per legge. Risultato: diverse merci diventano subito introvabili.

Da parte loro, diversi negozianti non vorrebbero vendere a così buon prezzo: c’è chi abbassa in anticipo la saracinesca o non la solleva affatto: dal 14 al 19 si registra una sorta di sciopero delle botteghe, ufficialmente chiuse in attesa di maggiori chiarimenti. C’è anche chi nasconde le derrate e chi ignora il listino ufficiale e continua ad imporre i propri prezzi.

Non mancano lamentele sulla poca chiarezza del calmiere, perché mica tutti i prodotti hanno la stessa qualità. Ma non manca chi vorrebbe calmierare anche altre categorie di prodotti.

Ma il sindaco non arretra di un passo. Istituisce una commissione partecipata anche da grossisti e dettaglianti (prevista dalla norma nazionale) e il 26 luglio approva una seconda versione del calmiere, molto più dettagliato del primo.

Nel frattempo, stabilisce che i negozi debbano aprire dalle 8 alle 19 (ammessa breve pausa pranzo), con pesanti sanzioni per chi non rispetta l’orario. E multa e denuncia chi non rispetta le regole. La pizzicagnola di via Saffi, Maria Armenzoni, che il 10 luglio non ha voluto abbassare il prezzo della spalla cotta, tre giorni dopo è già condannata ad un mese di detenzione. Artemisio Gabbi, negoziante in via Garibaldi, viene accusato di aver occultato i salumi; si difende dicendo di averli portati al locale di suo fratello in via Bixio per difendersi da temuti saccheggi.

Il calmiere municipale subirà diverse altre revisioni, la prima il 2 agosto, coinvolgendo anche altre merci, quali caffè, bibite, gelati. Particolarmente difficile è calmierare il vino, per le tante varietà sul mercato. Ancor di più le uova, per le quali è imposto un prezzo fisso il 24 agosto, col risultato che le uova scompaiono subito dal mercato: vengono tutte da fuori e nessuno le cede ai prezzi stabiliti a Parma; già il 30 agosto devono essere tolte dal dal calmiere.

Passati gli eccessi iniziali, i parmigiani si abituano alla novità e la accettano. Migliorando l’economia nel suo complesso, già a fine 1919 ci sarà chi invocherà il ritorno al libero mercato e nel corso del 1920 alcuni negozianti saranno in grado di offrire prodotti a prezzi inferiori a quelli del calmiere. Eppure, i prezzi stabiliti per legge resteranno in vigore a lungo: i calmieri verranno aboliti solo nella primavera 1930.

La Ghiaia, piazza del mercato di Parma, negli anni Dieci
La Ghiaia, piazza del mercato di Parma, negli anni Dieci
Il calmiere municipale di Parma nella versione del 27 luglio 1919
Il calmiere municipale di Parma nella versione del 27 luglio 1919

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Succede il 9 di luglio:

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