Cronaca,  Età contemporanea

20.4.1944. La protesta delle donne salva i partigiani

20 aprile 1944 – L’accesa protesta delle donne salva la vita a 35 partigiani.

Il 15 aprile, sul monte Montagnana, soldati tedeschi e repubblichini sorprendono un intero distaccamento della Resistenza. Il Griffith è stato di certo tradito. Ci sono una sessantina di ragazzi in quel casale sperduto a metà via fra Ravarano e Signatico, quasi tutti nati in Oltretorrente. All’arrivo del nemico, scoppia la sparatoria. Ma gli aggressori sono stati bravi a farsi sentire solo all’ultimo e hanno una facile vittoria. Nella breve battaglia muoiono cinque partigiani e un fascista. Il loro nascondiglio è dato alle fiamme.

Qualcuno riesce a scappare, ma in 54 vengono catturati. Tre sono trucidati a Traversetolo pochi giorni dopo. E in questo 20 aprile, i 37 di loro portati in città vengono processati ed è chiaro a tutti che i giudici li condanneranno a morte. Fuori dal tribunale accorrono tante donne, familiari dei prigionieri, che piangono, urlano, supplicano e inveiscono. Una manifestazione che spaventa le autorità.
Così è scritto nell’informativa fatta avere a Mussolini:

Alle ore 18 una folla composta prevalentemente di donne fra le quali madri e congiunte di imputati, ha invocato dal Duce pietà per i giudicandi. Le considerazioni opposte da alcuni funzionari non è valsa a far recedere la folla dall’insistere. La Polizia è stata costretta a sparare alcuni colpi talchè le donne si sono allontanate. La sentenza si prevede per la mezzanotte e la condanna a morte sarà certamente emessa per tutti gli imputati. La ripercussione nella città sarà notevolissima. Se non pervengono ulteriori disposizioni, a condanna avvenuta, l’esecuzione avrà luogo domani mattina”.

Il questore Alberto Bettini cerca intercedere in favore dei processati, solo in base a “considerazioni di opportunità politica”: “Il Tribunale Militare ha già deciso prima ancora di celebrare il processo la condanna di tutti alla pena capitale”.

In tarda sera ecco la sentenza: due persone sono condannate a 25 anni ci carcere e le altre 35 alla pena capitale. Qualcuna delle manifestanti è stata arrestata, ma qui si rischia la rivolta. Al mattino, prima che il plotone di esecuzione si metta in riga, ecco l’ordine da Salò che sospende la pena.

Dei giovani del distaccamento Griffith, cinque verranno comunque uccisi per rappresaglia. Altri si salveranno, rinchiusi in parte alla Certosa e in parte nel carcere di San Francesco, da dove evaderanno durante un bombardamento, per correre a ringraziare le loro donne.

Partigiani del distaccamento Griffith detenuti nella Certosa di Parma (immagine da resistenzamappe.it)
Partigiani del distaccamento Griffith detenuti nella Certosa di Parma (immagine da resistenzamappe.it)

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Succede il 20 di aprile:

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