1.2.1552. Il prete appeso per i testicoli
1 febbraio 1552 – Traversetolo viene occupata dalla soldataglia di Gian Giacomo Medici, marchese di Marignano, un capitano di ventura noto per la sua crudeltà. Nella settimana che trascorre a Traversetolo, tale fama trova conferma.
Ormai a fine carriera, il Marignano è stato ingaggiato da Ercole II duca di Ferrara, che vorrebbe mettere le mani su Reggio e Parma. Pochi giorni prima, il 29 gennaio, ha subito una disfatta proprio vicino a Reggio. È caduto in un’imboscata tesa da parmigiani e reggiani alleati, questi da una parte, quelli dall’altra e i suoi mercenari lanzichenecchi e spagnoli nel mezzo, a prendere archibugiate. Muoiono più di mille soldati. Si dice che tredici carri colmi di cadaveri siano stati poi portati in piazza a Parma per mostrare alla gente la grande vittoria.
Con la truppa superstite, il Marignano si rifugia a Traversetolo, che viene razziata. Diverse case sono date alle fiamme. Il condottiero intima alla popolazione di consegnare tutto ciò che è commestibile. Un contadino non consegna il sale, i soldati glielo trovano in casa: per questo Gian Giacomo Medici lo fa impiccare.
L’unico che alza la voce contro le angherie del soldato è il prete del paese. Allora il Marignano ordina di denudarlo, gli annoda una corda attorno ai testicoli e lo appende ad un albero con quella corda. Il prete resta sospeso per i testicoli una notte intera.
Esaurite tutte le risorse, i mercenari del Marignano se ne vanno da Traversetolo il 7 febbraio, per spostarsi a Guardasone, nel piacentino.
Il prete è sopravvissuto alla tortura e appena ristabilita la salute, offre 300 scudi a chiunque riuscirà ad uccidere Gian Giacomo Medici.

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Succede il 1º di febbraio:


