2.9.1653. Pompeo Sacco precursore della psichiatria
2 settembre 1653 – All’età di 19 anni, Pompeo Sacco viene ammesso al Collegio dei Medici di Parma. Da lì e negli anni successivi, rinnoverà profondamente la medicina sulla base delle idee che spiega nel suo Novum systema medicum.
Il nostro insegna a Parma e a Padova e corrisponde con colleghi in tutta Europa. A Parma, molti colleghi criticano le sue idee rivoluzionarie, ma la famiglia Farnese – che governa la città – lo sostiene sempre e si avvale delle sue cure. Un poco alla volta, Pompeo Sacco guadagna fama e rispetto: uno dei maggiori medici del mondo nel XVII secolo.
Quali sono, dunque, le idee nuove del medico parmigiano?
Il nostro è fra i primi a integrare teorie e tecniche sanitarie con le nuove conoscenze sul corpo umano che vengono da pionieristici studi di anatomia, attività che molti dottori neppure vogliono vedere. Cerca di conciliare teorie aristotelico-galeniche coi sistemi moderni.
Ma l’apporto davvero originale è l’intuizione sul ruolo che la mente può avere anche sulle malattie fisiche.
Pompeo Sacco, prima ancora che medicina, ha studiato lettere (fa parte dell’Arcadia col nome di Arasio Issuntino) e filosofia. Conoscenze che gli permettono di pensare alla medicina anche in termini di “fantasmi” (idee, manie, ossessioni, visioni distorte di sé e della realtà) e di “passioni” del cervello che causano mali e rendono vane le cure. Il Sacco è un precursore della psichiatria.
“Se il difetto del fantasma è tenace, o la fibra [del cervello] è modificata in modo fermo, non può risentire degli aiuti dell’arte sanitaria”, scrive Sacco: alla base di tante malattie, insomma, ci sono disturbi mentali.
Ne conosce tanti di pazienti con disturbi mentali. Racconta ad esempio di un malato che si rifiuta di scendere dal letto perché se guarda il suolo vede un vetro sottile sotto il quale strisciano innumerevoli serpenti. Quel suolo è la proiezione di una realtà che esiste solo nel pensiero del malato e il medico deve fare i conti con quella realtà inesistente, se vuole provare ad aiutarlo.
Come affrontare i disturbi mentali? Ancora legato alla visione ereditata da Ippocrate, che pensa al male come squilibrio di fluidi, il medico parmigiano va in cerca di “difetti negli umori o negli spiriti, con la proposta di medicine”, ma se queste non giovano, “penso che l’ammalato debba essere abbandonato a se stesso”.
Ai suoi studenti, Pompeo Sacco insegna che la medicina è una “regolazione delle passioni chimiche”, che a volte interessano il corpo (“fisiologia digestiva”) e altre volte la mente (“patologia delle cefalee”). Il medico deve cercare di fermare la “frenesia iatrochimica”, cioè lo sbilanciamento tra i componenti chimici dei fluidi corporei che causano problemi e fisici e neurologici.
I medici stessi devono guardarsi dalle patologie psichiatriche attraverso la lettura “de’ Libri sacri, de’ santi Padri, spezialmente di Sant’Agostino”.
Gli insegnamenti di Pompeo Sacco influenzeranno molto la medicina a Parma, in Italia e in Europa, aprendo strade che nei secoli successivi porteranno molto lontano.


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Succede il 2 di settembre:


