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20.8.1825. Chi ha bruciato la farmacia del carbonaro?

20 agosto 1825 – Dopo quattro anni di carcere, torna libero Ludovico Gardoni, farmacista carbonaro. E appena uscito di prigione riapre la sua farmacia in città. Farmacia protagonista di una leggenda a lungo perdurata nella memoria dei parmigiani.

L’anno prima di essere arrestato, Gardoni aveva visto bruciare la sua farmacia. E tutti i parmigiani, che lo sapevano tutti che lui frequentava circoli insurrezionali, a dirsi sottovoce: “sotto quella cenere, v’è del gran carbone!“.

Tutta la gente si era cioè convinta che l’incendio lo aveva appiccato apposta Gardoni per attirare lì le guardie della città, così che le caserme del centro restassero sguarnite e gruppi di congiurati riuscissero ad assaltarle e rubare armi.

Che sia un trucco lo pensano anche le autorità, tanto che il generale Neipperg in persona accorre sul luogo del disastro per capire bene quel che sta succedendo.

A ricordarlo è Emilio Casa, che però smentisce questa versione dei fatti dura a morire fra i contemporanei di Gardoni. Piuttosto, la causa dell’incendio era stata una candela accesa caduta su del materiale infiammabile, scivolata di mano al domestico del farmacista, che si era alzato la sera tardi per accogliere Gardoni di ritorno dal teatro. Ma tutti per quasi un secolo continueranno a raccontare la storia dell’incendio appiccato apposta per favorire una rivoluzione che non è scoppiata, e Gardoni ci fa brutta figura.

Se nell’incendio del 1821 non vi era alcuno scopo politico, una cospirazione per l’insurrezione viene scoperta nel 1822, e Gardoni è fra gli organizzatori, stavolta per davvero. Per questo viene arrestato e condannato. Prima della cattura, aveva fatto giusto in tempo a rimettere ordine nella farmacia e riaprirla.

Di nuovo, però, parteciperà ai moti del 1831, dopo i quali dovrà fuggire esule in Francia. Vissuto per un po’ di sussidi, arriverà in Corsica per allevare e vendere sanguisughe e poi come medico nelle isolate lande di quell’isola. Gli ultimi tre anni della vita li trascorrerà a Parigi, finalmente tranquillo, grazie al sostegno economico del figlio Italo, che sfonda come tenore di grido; Italo era nato pochi giorni prima dell’incendio della farmacia e la notte del disastro dormiva nella stanza sopra alla bottega assieme alla mamma, salvandosi fortunosamente.

Gardoni Ludovico, da I carbonari parmigiani e guastallesi cospiratori nel 1821 di Emilio Casa, 1904
Gardoni Ludovico, da I carbonari parmigiani e guastallesi cospiratori nel 1821 di Emilio Casa, 1904

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Succede il 20 di agosto:

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