8.9.1838. La prima scuola femminile di Colorno
8 settembre 1838 – Viene annunciata l’assunzione di maestre per l’apertura di una nuova scuola a Colorno, la sezione femminile dell’istituto Belloni, eretto grazie alla donazione di 110.000 lire del defunto benefattore cavalier Pier Luigi Belloni risalente a 12 anni prima, che fa così della Bassa parmense un territorio all’avanguardia in fatto di istruzione. La scuola ammette solo ragazze di Colorno nubili (“zitelle”, dice il regolamento). La sezione maschile, già avviata, accetta invece anche ragazzi di Torrile e di Mezzani.
Cosa si insegna nell’epoca di Maria Luigia? Il bando di assunzione indica i contenuti delle lezioni nel seguente ordine:
“1° il Catechismo; 2° il leggere, e lo scrivere la lingua italiana; 3° il cucire, far calze e rammendare; 4° e tutte quelle altre maniere di lavoro che a modesta savia donna e madre di famiglia si conviene sapere, siccome sarebbe ricamare, far vesti, cuffie, merletti e via dicendo”.
Niente matematica, insomma, o storia, geografia, scienze né lingue straniere, anche se per gente abituata a parlare in dialetto, già l’italiano potrebbe essere difficile.
La scuola avrà due classi, l’inferiore e la superiore. La prima è tutte le alunne analfabete o quasi. La seconda per chi sa già leggere. Non si guarda all’età, ma alle effettive competenze.
L’orario scolastico cambia a seconda della stagione, perché quando fa buio occorre essere già a casa. Al mattino si inizia sempre fra le 8 e le 8,30 per terminare fra le 11,30 e le 12. Al pomeriggio altre tre ore in classe, stabilite tenendo conto del tramonto.
Il calendario scolastico prevede nove mesi di attività, come nel XXI secolo, ma si inizia il 1° novembre per terminare a fine luglio. Si va a scuola il sabato, ma si resta a casa il giovedì. Una serie di idee su cui riflettere.

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Succede il 8 di settembre:


