30.9.2000. Medaglia d’oro al pioniere delle cure per la terza età
30 settembre 2000 – Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce la Medaglia d’Oro per la Scienza e la Cultura ad Anacleto Peracchia, uno dei più grandi chirurghi del secondo Novecento.
L’onorificenza è alla memoria, perché il professor Peracchi è morto il 14 ottobre dell’anno prima. Se ne è andato senza clamore, in linea con la sua indole riservata. Il suo nome non è dunque noto al grande pubblico, ma la comunità scientifica conosce da lungo tempo il valore del suo operato.
A Parma – dove opera fin dal 1956 –, dal 1983 è direttore della Clinica chirurgica e della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale, incarichi tenuti fino a fine carriera. Ha il merito di aver capito qualcosa che negli anni seguenti diventerà evidente a tutta: gli italiani stanno diventando vecchi.
Il secondo Novecento è segnato da dinamiche demografiche nettamente distinte da quelle dei secoli precedenti. Contemporaneamente, si allunga la vita media e si smette di fare bambini.
Nel 1958, nel parmense i nati sono 609 più dei morti. Dieci anni dopo i bebè sono ancora 428 più dei defunti. Nel 1973 per la prima volta le morti superano le nascite, di 172 unità. Nel 1976, il saldo negativo supera quota mille e nel 1980 quota duemila.
Guardando agli anziani il trend è opposto. Nel 1961, ad aver raggiunto i 65 anni è l’11,6% dei parmensi; nel 1971 il 14,7%; nel 1981 il 18,6%; nel 1991 il 21,4%: raddoppiati in 30 anni. Gli over 75 crescono ancora di più: 4% nel 1961; 5% nel 1971; 6,7% nel 1981; 10,1% nel 1991.
All’inizio degli anni ’70, gli anziani sono meno di bambini e ragazzi. Ma nel corso del decennio il rapporto si inverte e nel 1981 gli over 65 sono un quarto in più degli under 14. Nel 1991 gli anziani sono già il doppio dei ragazzi.
Anche la Medicina deve adattarsi al nuovo mondo. Peracchi è il pioniere della chirurgia geriatrica in Italia. Assieme a pochi colleghi, nel 1986 fonda la Società italiana di chirurgia geriatrica, per approfondire quella che chiamano “la chirurgia del vecchio”. Negli anni successivi, i pazienti anziani in ospedali e ambulatori diventano la presenza preponderante, situazione che i medici riescono a gestire grazie al lavoro di Peracchi e compagni.
In mezzo secolo di attività, questo medico pubblica oltre 400 pubblicazioni fra articoli, trattati e manuali, approfondendo vari campi: sistema linfatico, angiografia trapianto del pancreas, cancro del colon e del retto, ipertensione, patologie gastroenterologiche. Un’eredità per una nuova generazione di dottori e di malati.

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Succede il 30 di settembre:


