Cronaca,  Medioevo

26.4.1423. La lingua che bestemmia va tagliata!

26 aprile 1423 – Gli taglieranno la lingua perché ha bestemmiato Dio per difendere una prostituta. È il conte Niccolò Bergonzi, cittadino di Parma che le guardie del dazio hanno incontrato proprio mentre cercava compagnia da questa “donna solatiosa” (sollazzevole, che fa divertire…, come dice Enrico Scarabelli Zunti). Interrotto nel suo incontro, Bergonzi va in escandescenze e si esprime in modo turpe:

El non poria fare Dio, nj sancta Maria, nj santo Antonio, nj la casa sua che vuij vignati!” (Lei non può comportarsi come se fosse Dio, o la Madonna, o sant’Antonio, nella sua casa dove siete venuti).

Le guardie prendono nota, Niccolò Bergonzi viene indagato, processato e condannato ad una pena severissima: dovrà pagare 50 lire e la sua lingua, che ha nominato invano Dio e i santi, sarà mozzata perché taccia per sempre.

Le lingue nel Medioevo si tagliano davvero. È una punizione che viene dalle tradizioni giuridiche germaniche e colpisce tanto i bestemmiatori quanto gli spergiuri e i diffamatori.

Ma il reo di vituperio contro la religione, in questo 26 aprile 1423 si appella alla massima autorità: il duca Filippo Maria Visconti. La sua supplica viene ascoltata, il Visconti si accontenta del denaro:

Iddio potente e misericordioso non richiedeva né la mutilazione delle creature da lui messe al mondo, né la morte del peccatore, esser sua volontà che si penta e viva; il conte paghi e sia sicuro della lingua”.

Intervento chirurgico con incisioni per salasso da tempie e fronte, illustrazione della Rolandina, trattato di chirurgia di Rolando da Parma, detto Rolando de Cappelluti, XIII sec., Biblioteca Casanatense di Roma, codice latino 1382
Intervento chirurgico con incisioni per salasso da tempie e fronte, illustrazione della Rolandina, trattato di chirurgia di Rolando da Parma, detto Rolando de Cappelluti, XIII sec., Biblioteca Casanatense di Roma, codice latino 1382

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Succede il 26 di aprile:

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