24.4.1481. Abramo e Isacco in piazza Duomo
24 aprile 1481 –
“Qui comincia la rappresentazione di Habram, quando Dio gli comandò che gli facesse sacrifizio in sul monte di Isaac suo figliolo, e prima viene uno angiolo et annuncia la festa”.
Così inizia la sacra rappresentazione offerta a tutti i parmigiani in piazza Duomo dal vescovo Sagramoro Sagramori in questo 24 aprile 1481. Per festeggiare la Pasqua, celebrata due giorni prima, è stata infatti organizzata una recita seguendo una sceneggiatura che sta conquistando tutta l’Italia: la Rappresentazione di Abramo e Isacco, spettacolo in rima di Feo Belcari, poeta fiorentino, uno dei massimi autori di questa tipologia letteraria.
Il teatro sacro è un genere molto in voga nel basso Medioevo. La Bibbia si legge solo in latino, che capiscono in pochi; così, per far conoscere a tutti gli eventi più significativi dell’Antico e del Nuovo Testamento, quel che è stato letto a messa dall’ambone, viene poi riproposto anche sul sagrato in forma di recita, stavolta in italiano. E il Quattrocento è il secolo d’oro delle sacre rappresentazioni, che ora vengono anche scritte, pubblicate e replicate in ogni città.
Era il 1449 quando Feo Belcari ha preso la storia del sacrificio di Abramo e ne ha fatto un copione teatrale, componendo una sessantina circa di stanze da otto versi ciascuna, con rima ABABABCC, oltre a qualche intermezzo che introduce scene e personaggi. È senz’altro il suo maggior successo. Già da oltre 30 anni, dunque, questo spettacolo continua ad essere riproposto sulle piazze. Finalmente tocca anche a Parma.


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Succede il 24 di aprile:


