18.7.1939. Il mago del profumo
18 luglio 1939 – 18 luglio 1939 – A Sant’Andrea Bagni muore improvvisamente Lodovico Borsari, primo industriale del profumo nel mondo.
Figlio di un falegname, a 12 anni, nel 1870, viene preso a lavorare nella barberia di Attilio Saccò in via Cavour. Qui emerge subito lo spirito da imprenditore. Perché, oltre che tagliare capelli e barba, non vendiamo anche lozioni e saponi? Detto fatto: Borsari ancora ragazzino studia il modo di preparare prodotti per la cura personale, che hanno subito un grande successo.
Gli ottimi risultati nelle vendite fanno venire un’altra idea al giovane Borsari: passare dalla produzione e vendita al dettaglio, ad una fabbrica. Nel 1880 nasce allora la Profumeria Saccò, Borsari & c., che presto aggiunge al nome l’aggettivo “Premiata”, visti i risultati ad alcune grandi esposizioni in Italia e all’estero; nonché il titolo di “fornitrice di S. M. la regina Margherita”.
Lo stabilimento è sulla via Emilia, nel sobborgo Vittorio Emanuele (Barilla Center).
Qui, utilizzando fiori e radici, trattati con macchine già industriali, si producono una tintura vegetale per i capelli chiamata Cromotrichina, una “acqua arricciabaffi istantanea” detta Monstacfris, una lozione per capelli e barba dal nome di Bulboide, poi estratti, saponi e alcuni profumi.
Saranno proprio i profumi la strada maestra nella storia di Lodovico Borsari. Inventa lui procedimenti di estrazione e ricette, come quella del Fior del trifoglio, o del Gardenia o del Fiori d’Italia, anche se il maggior successo è una ricetta più antica, fino ad allora tenuta segreta.
Pare che la ricetta della Violetta di Parma sia stata messa a punto da un erborista francescano nel convento dell’Annunciata in occasione dell’arrivo in città della duchessa Maria Luigia nel 1816, perfezionando preparazioni antecedenti. Non si sa come sia riuscito, Borsari ormai adulto convince i francescani a rivelargli la ricetta. O almeno così racconta. Che sia vero o no, è un’ottima operazione di marketing.
Sì, perché il maturo Borsari è anche un grande venditore. Per promuovere i suoi prodotti, li riveste con cura in confezioni di vetro o latta, distinti per il mercato di base e per i clienti élite, colorati, disegnati, seguendo l’evoluzione dello stile, prima liberty, poi futurista. E li promuove con manifesti, calendari profumati e altri gadget.
Nei primi anni del Novecento il nostro si mette in proprio, con la Borsari & c., poi Borsari e figli, ovvero Mario e Piero. Nel 1934 apre un nuovo stabilimento, in via Trento, suburbio Garibaldi, non lontano da casa sua.
Dalla nuova fabbrica, assieme ai profumi escono diverse linee di cosmetici: rosetti, matite per gli occhi, smalti, ciprie, creme. La “Vera violetta di Parma” resta comunque sempre il prodotto di punta. Se nel 1908 sulla via Emilia c’erano una trentina di operai, oltre ad otto commessi viaggiatori – cinque per l’Italia e tre per l’estero –, in via Trento si arriva presto a contare 220 persone impiegate. Esporta in America e pure in Francia, dove la concorrenza in fatto di profumi è forte.
Ma la vita dell’anziano Borsari è ormai finita. I tanti che partecipano ai funerali il 20 luglio, lo salutano chiamandolo “il mago dei profumi”.






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Succede il 18 di luglio:


