Età contemporanea,  Scienza & Tecnica

15.9.1863. Cavalli e motori sui campi del Pallavicino

15 settembre 1863 – Finisce il Congresso agrario di Cremona e Giuseppe Pallavicino torna a casa con ben tre medaglie per gli animali e i prodotti agricoli presentati. Medaglia d’oro per gli stalloni importati dall’estero allo scopo di migliorare la razza locale e medaglie d’argento per i suoi muli e per barbabietole, patate, cotone e canape.

Pallavicino, marchese di Zibello, da tre anni si è ritirato sui suoi latifondo attorno a Busseto e nel cremonese, dopo una lunga carriera politica e diplomatica nel Ducato sotto Maria Luigia e i Borbone.

L’allevamento dei cavalli lo ha avviato nel 1837 e per decenni sarà l’unico allevamento presente nel parmense. Ha iniziato con cavalli cremonesi, ma i puledri nascevano piccoli e deboli. Nel 1855 ha portato qui dalla Germania uno stallone misto Mecklenburg dando origine ad una nuova razza chiamata proprio Pallavicino. Collaborando col Comune di Zibello, sono arrivati anche i due stalloni premiati a Cremona, in prestito dal governo nazionale: un cavallo misto inglese e uno misto arabo; successivamente ne avrà altri simili dando vita ad animali robusti e utili all’agricoltura, apprezzati anche dall’esercito, da sella ma soprattutto da traino, anche pesante, dei cavalli corazzieri.

Appassionato di agricoltura, il marchese Pallavicino ha sempre seguito personalmente la conduzione delle proprie terre, assieme ai suoi otto figli maschi e ad una pletora di fattori, contadini e braccianti. È sempre attento alle novità e al miglioramento della qualità.

La maggiore innovazione che porta nel parmense è però di poco successiva all’esposizione di Cremona. Negli anni ‘70 dell’Ottocento sarà infatti il primo a sperimentare macchine agricole a motore, mettendole a punto fino a farne la prassi sui suoi poderi. Il motore si rivela ancor più efficiente dei cavalli, nel tirare le macchine agricole.

Il motore è davvero qualcosa di nuovo. I primi prototipi a combustione interna risalgono alla metà degli anni ‘50 del secolo: a Busseto trovano applicazione sul terreno pochissimi anni dopo.

Pallavicino resta un pioniere molto a lungo. Ancora una ventina di anni più tardi, quando verrà prodotto il primo rapporto sull’agricoltura parmense per la giunta parlamentare che prepara la riforma agraria, Giuseppe Pallavicino risulta l’unico in tutta la provincia ad utilizzare macchine seminatrici, “con economia di tempo e di seme”, osserva il compilatore Francesco Barbuti.

Palazzo Pallavicino a Zibello
Palazzo Pallavicino a Zibello

——————————

Succede il 15 di settembre:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.