14.9.1910. Disavventure degli alpinisti del Cai
14 settembre 1910 – Con un lauto banchetto si chiude il Congresso degli alpinisti, organizzato per far conoscere all’Italia le bellezze dell’Appenino parmense.
La sezione Val d’Enza del Club Alpino Italiano ha organizzato a Parma l’annuale convegno nazionale degli appassionati di montagna, durato una settimana. Parma città ha ospitato gli incontri formali, poi è partito il trekking lungo le alture del parmense e del reggiano, con discesa in Lunigiana.
Al congresso partecipano 120 persone da 17 delle 35 sezioni Cai esistenti in questo 1910. A tutti viene donata la Guida per escursioni nell’Appennino parmense di Alessandro Brian, stampata nel 1903.
Oltre 70 congressisti si iscrivono anche alla gita sui sentieri, ma il maltempo spinge tanti a ritirarsi e così in fondo al cammino arrivano solo 45 escursionisti, comprese due donne.
L’evento si apre l’8 settembre al Teatro Farnese, anche se molti partecipanti sono arrivati in anticipo per visitare i monumenti. Ai saluti di rito segue una cena per cento persone al Ridotto del Regio e poi, a sorpresa, dai palchi del teatro i presenti possono assistere alla Lucia di Lammermoor.
La mattina del 9 si parte per le vette. A capo della spedizione è il senatore Giovanni Mariotti. Ben 71 persone riescono a salire su sole tre automobili! La meta è Ciano d’Enza, dove inizia la passeggiata di 8 ore per Canossa e Torre del Lago; già inizia a piovere. Dopo una notte a Castelnuovo Monti, il secondo giorno prevede un percorso molto più leggero: la Pietra di Bismantova, ma viene giù così tanta acqua che solo una ventina di persone compie davvero il cammino. Cerreto Alpi dovrebbe essere raggiunto ancora con le automobili, ma gli ultimi cinque chilometri la strada è troppo ripida e i congressisti devono arrivare a piedi
Domenica 11 sveglia alle 5,00, ma piove ancora. La partenza è ritardata e il gruppo si riduce e si divide. Solo in 17 se la sentono di seguire il percorso prestabilito, salendo all’Alpe di Succiso; altri prendono una via bassa più facile e tanti tornano indietro. Della comitiva fanno parte anche cavalli e muli per portare i bagagli. Il gruppo si ritrova a sera al passo del Lagastrello. Era stato detto che si sarebbe dormito in tende, invece ci sono diverse baracche messe a disposizione dalla società idroelettrica che gestisce la diga. A cena si stappano bottiglie di champagne.
Al mattino piove ancora. Solo in 27 se la sentono di continuare, con 13 cavalcature. L’itinerario porta al lago Squincio, al lago Ballano e al lago Verde. Dovrebbe quindi prendere il crinale fra le sime dei monti Sillara e Matto, ma il maltempo lo impedisce. Il gruppo arriva al rifugio del lago Santo lunga una via carboniera.
Che peccato… Non sono le altezze delle Alpi, ma i panorami del crinale sono comunque meravigliosi: purtroppo i partecipanti al Congresso degli alpinisti non possono vederlo. Perfino il lago Santo è coperto dalla nebbia.
La mattina successiva, all’alba, invece della prevista ascesa al monte Orsaro, il gruppo scende a Lagdei, raggiunge il monte Tavola ed entra in val di Magra, per arrivare a Pontremoli. Il trekking è finito: qui, chi non ha abbandonato prima, trova il treno per La Spezia, dove si concluderà il congresso con una gita in piroscafo alle grotte di Porto Venere e la grande cena di commiato.
Peccato per i panorami. Per godere delle bellezze della montagna parmense, i soci del Cai dovranno tornare un’altra volta.

–
——————————
Succede il 14 di settembre:


