9 maggio 1992 – Giovanni Spadolini in veste di presidente della Repubblica inaugura a Colorno l’esposizione che celebra Maria Luigia. Spadolini è presidente supplente dopo le dimissioni di Cossiga. Ad accoglierlo è la sindaco di Parma Mara Colla.
La mostra “Maria Luigia donna e sovrana” è allestita nel Palazzo Ducale di Colorno e cade nel bicentenario della nascita della duchessa.
Parma coltiva il mito di Maria Luigia, che al principio degli anni Novanta è presentata come esempio di unità europea: il Trattato di Maastricht è firmato in questo stesso 1992.
“Maria Luigia è il volto umano della restaurazione. Ho molto ammirato questa mostra e questa rievocazione della stagione gloriosa di Parma, che coincise col regno di Maria Luigia. A fare grande l’Italia è l’amore per le piccole patrie”, afferma Spadolini.
Anche Spadolini coltiva l’edonismo parmigiano, che in Maria Luigia ha sempre trovato una splendida espressione. E tutto sommato non c’è contraddizione fra l’europeismo cercato nella duchessa e il rispetto per le “piccole patrie”: l’idea di Unione europea, superando i nazionalismi, restituisce spazio alle identità locali, più antiche e più a dimensione d’uomo.
Copertina del catalogo stampato in occasione della mostra Maria Luigia donna e sovrana, edito da Guanda