12.6.1841. Il primo asilo d’infanzia
12 giugno 1841 – Apre il primo asilo d’infanzia di Parma, con dodici bambini un po’ maschi e un po’ femmine.
Pochi mesi prima, su richiesta di un qualificato comitato civico, la duchessa Maria Luigia ha autorizzato l’istituzione di questa novità, uno dei primi asili in una città italiana. Il decreto fondativo del 17 dicembre 1840 chiede:
“Asili Infantili pei fanciulli miserabili d’ambo i sessi, dell’età infra i due anni e mezzo e gli otto compiuti per esservi istruiti ed educati gratuitamente nelle ore diurne, conforme ai migliori metodi conosciuti”.
Non si pensi agli asili del XXI secolo: qui i bambini provengono da famiglie poverissime, che non si curano di loro, bambini di pochi anni che vivono girando la città in cerca di elemosine. L’iscrizione è gratuita. Uno dei principi della scuola è dar da mangiare agli alunni. E più che farli giocare, si insegna loro un lavoro, già da molto piccoli, anche se tanto spazio è dato anche al canto e all’attività fisica.
L’asilo d’infanzia segue l’esempio del pedagogista mantovano don Ferrante Aporti, che prima a Cremona nel 1828 e poi a San Martino all’Argine ha avviato asili seguendo un suo metodo pedagogico originale, ispirato alle idee di Johann Heinrich Pestalozzi: nessuno crede più al mito illuminista dell’uomo “naturalmente buono”, al bambino che si realizza se lasciato crescere senza condizionamenti; in questa prima metà dell’Ottocento si affermano all’opposto le prime teorie sulla necessità di guide educative per favorire l’inserimento dell’individuo nella società.
A portare a Parma l’esperienza di Aporti è il filantropo Luigi Sanvitale, a capo del comitato che raccoglie donazioni per le spese dell’asilo e che lo gestisce.
La prima sede dell’asilo d’infanzia è in piazza Ghiaia, al piano superiore delle beccherie. Varie offerte economiche permetteranno di ampliare di molto l’asilo, in particolare il lascito testamentario dell’avvocato Giuseppe Guadagnini del 1867, che permetterà di ampliare i posti fino a 400 e 700 nel 1891 – quando entrano in uso i grembiulini –, distribuiti anche in due nuove sedi in via Imbriani e in strada San Giovanni, poi riuniti in via della Salute.

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Succede il 12 di giugno:


