9.8.1527. Deputati per i poveri
9 agosto 1527 – Girolamo Garimberti, Angelino Castelli, Gian Lorenzo Calcagni, Cesare Tempestini, Diomede Verri e Alessandro da Ferrara sono eletti “deputati per i poveri” di Parma.
Sono tempi duri, fra guerre, raccolti scarsi e malattie. Nella prima parte del XVI secolo, il numero dei poveri in città è cresciuto sempre più. Molti sono padri e madri di famiglia che non sanno più come sfamare i figli: non vogliono andare per le vie a chiedere l’elemosina, ma di un aiuto hanno bisogno comunque. Il 1527 è anno di carestia, fattore che rende drammatica la situazione.
I nuovi deputati per i poveri devono proprio occuparsi di loro. Il primo provvedimento è stimare il bisogno: i deputati contano 2.000/2.500 persone da assistere. Poi prendono contatto con tutti i conventi, le confraternite e tante famiglie, chiedendo che “adottino” ciascuno uno o più poveri, offrendo cibo. In tanti a Parma accettano e ad un migliaio di poveri sovviene la carità di istituti e singoli.
Per tutti gli altri dovrà essere il Comune a fornire da mangiare. Per questo vendono approvate nuove tasse.
Non basta ancora. I deputati per i poveri allora acquistano grandi quantità di pane dai vari forni di Parma, attrezzando un apposito magazzino dove conservarlo. Qui il pane viene rivenduto a chiunque lo chieda. L’acquisto all’ingrosso e la rivendita al minuto serve ad evitare speculazioni e a spuntare il prezzo migliore, così si previene la formazione di altri poveri ancora. E quel che resta nel magazzino, viene distribuito direttamente ai poveri.
Sono queste misure straordinarie, mantenute per due anni e mezzo, fino alla fine del 1529.

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Succede il 9 di agosto:


