Medioevo,  Politica

29.9.1233. Promesse di pace

29 settembre 1233 – Termina il mandato di podestà di Parma del francescano Gherardo Boccabadati, già compagno di san Francesco. Era stato nominato per acclamazione, dopo le sue prediche in favore della pace. Il nuovo podestà, entrato in carica il 29 luglio, ha cercato davvero di metter fine alle liti fra parmigiani di parti diverse che da anni avvelenano la città. Ma ora che se ne va, la magia si spegne.

In età comunale, gli interessi di gruppi diversi e l’assenza di un’autorità superiore forte, sfociano frequentemente in faide e rivalità che si trascinano negli anni, vissute anche in forme molto violente. Boccabadati afferma e ripete che così non bisogna fare. La maggior parte dei parmigiani si convince che il frate ha proprio ragione, ma solo per pochi mesi…

Avvalendosi di diversi vicari, Boccabadati fa da mediatore fra famiglie da tempo nemiche, convincendole a riconciliarsi. Richiama in città gli uomini messi al bando, a parte i colpevoli di reati gravi: l’omicidio, il falso e il mancato rispetto proprio di accordi di pace; ma anche questi ebbero la possibilità di recuperare i loro beni, vendendo gli immobili, a patto di rinunciare per sempre a rientrare a Parma. Stabilisce pene gravi per chi dovesse mai tradire gli impegni assunti di concordia e perdono.

Fare la pace, nel Duecento è una questione pubblica. Non basta una stretta di mano: si va dal notaio. E a pace sottoscritta vale per l’intera famiglia, compresi i figli anche quando saranno maggiorenni e naturalmente i servi.

Le formalità, però, spesso servono a poco. Anche in questo caso. Boccabadati in questo il 29 settembre, festa di San Michele, saluta Parma. Andato via lui, rapidamente capi famiglie, rappresentanti dei mestieri, feudatari… un poco alla volta, ma abbastanza alla svelta, dimenticano perché la parola “pace” è così bella. E liti, violenze e bandi riprendono come prima.

Effige del beato Gherardo Boccabadati, ripresa da un disegno di Giovanni Battista Spaccini (1570-1636)
Effige del beato Gherardo Boccabadati, ripresa da un disegno di Giovanni Battista Spaccini (1570-1636)

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Succede il 29 di settembre:

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