26.9.1988. Un’autostrada sotto il torrente Parma
26 settembre 1988 – La Giunta municipale di Parma, presieduta dal sindaco Lauro Grossi, analizza un bizzarro progetto: un’autostrada sotto il torrente Parma. proprio così lo chiamano: “autostrada”. Di fatto un tunnel, lungo due chilometri, dalla stazione al ponte Italia, due metri sotto il corso d’acqua, per bypassare il centro città. A corredo, anche una serie di grandi parcheggi multipiano, anche questi interrati.
Di questa strada sotterranea e subacquatica si parla dalla primavera. Ora l’idea progettuale, firmata assieme ad altri dal futuro ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi, viene formalmente approvata.
Il tunnel dovrebbe avere uscite in corrispondenza di vari posteggi ipogei dislocati lungo il lungoparma, alcuni dei quali verranno realmente costruiti: il Toschi, il Goito, un posteggio accanto al Conservatorio e uno in Oltretorrente nell’area ex Anagrafe (fra via Farnese e borgo delle Grazie).
L’assessore alla Viabilità Marco Costi è entusiasta. “Saremo finalmente una vera città europea!”. Conta di fare i parcheggi in due anni e il traforo in quattro. Ci passeranno 37.000 veicoli al giorno, anche gli autobus. Piccolo problema: l’opera costa 60 miliardi di lire. Ma si può risolvere chiedendo un finanziamento al Fio, il Fondo per gli Investimenti e l’Occupazione dello Stato.
Chissà se qualcuno ha mai creduto a questa fantasiosa idea, che non realizzerà mai, ma che pure resterà nell’aria a lungo. Ancora nel 1998, il Piano regolatore prevederà una galleria fin più lunga, tre chilometri, sempre sotto il torrente Parma, dal ponte Bottego al ponte Dattaro.
Poi si è capito che le vere città europee si distinguono per cose diverse dall’incentivare l’uso delle automobili.

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Succede il 26 di settembre:


