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23.8.1556. Assaggiatori d’oro a Berceto

23 agosto 1556 – A Berceto arrivano tre assaggiatori dalla Boemia. Un assaggiatore è una mezza via fra il geologo e l’alchimista. Cercano l’oro. Non sono avventurieri, ma incaricati ufficiali del duca di Firenze Cosimo de’ Medici, su richiesta del duca di Parma Ottavio Farnese.

Accolti dal podestà di Berceto, il giorno successivo gli esperti boemi iniziano a far saggi di scavo a Bergotto, guidati da un certo Ignazio Pizzi. Qui c’è una vecchia cava, proprio dove il rio Cattaia sfocia nel Manubiola: una settimana prima, in questa miniera è stata trovata una pagliuzza d’oro, e il duca vuole capire se davvero nella miniera c’è una vena.

Raccolte alcune giare di terra e pietre, a Berceto viene allestita una piccola fornace per estrarre i metalli dalle rocce. Ci sono tre qualità di terriccio da studiare. Una ricerca che prosegue per diversi giorni.

Gli assaggiatori boemi lasciano Berceto il 1° settembre. Non rivelano a nessuno l’esito dello studio. Ma il fatto che non torneranno più suggerisce o che non di oro non ne abbiano trovato e la pagliuzza era solo pirite mista a rame, oppure che un pochino d’oro ci sia, ma in tracce così rade che la sua estrazione non potrebbe ripagare i costi della lavorazione.

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Succede il 23 di agosto:

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