5.6.1942. Un valtarese porta la bici ai cinesi
5 giugno 1942 – Forse non tutti ricordano che l’Italia ha avuto una colonia in Cina: Tientsin, una città sul mare come la Hong Kong inglese o la Macao portoghese. È qui che in questo 5 giugno 1942 muore Primo Pelerzi, nato a Pelerzo di Bergotto, frazione di Borgotaro. Un missionario saveriano. L’uomo che ha portato la prima bicicletta in Cina.
L’Italia ottiene una concessione coloniale da Pechino nel 1901, al termine della Rivolta dei boxer, che aveva preso di mira anzitutto i missionari, proprio come Pelerzi.
Ma quando lui arriva nel Celeste impero, le rivolte sono finite: è il 13 gennaio 1906 quando saluta Parma per raggiungere il grande Paese asiatico; ha 24 anni. Vi rimane fino alla morte, per 36 anni, fra successi e disavventure.
Prete, Primo Pelerzi costruisce chiese e battezza convertiti, centinaia e centinaia. Costruisce anche scuole e ospedali. E cerca di far conoscere alcune tecnologie semplici ancora ignorate in Cina: l’aratro col versoio per aumentare la produttività dei campi – viene premiato con la Spiga d’oro – e poi proprio la bicicletta, mezzo di trasporto che conquisterà la Cina.
Il cinese, questo missionario venuto dall’Appennino lo parlerà sempre a fatica. Ma la cultura cinese lo affascina e scrive un’eccezionale quantità di testi per raccontare in Italia tutto ciò che comprende della millenaria cultura orientale.
Energico, esuberante, estroverso come pochi, a fermare il nostro Primo Pelerzi ci riesce solo la guerra. Non si fa intimorire dalle epidemie di colera. Neppure da periodiche carestie. O da bande armate che mirano a razziare le missioni. Ma quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale – in Cina nel 1937 con l’invasione giapponese –, lui che è italiano in un Paese alleato con gli USA, viene presto arrestato, accusato di essere una spia e condannato a morte! Arriva fin davanti al plotone di esecuzione e solo lì viene letta la concessione della grazia.
Gli altri italiani a Tientsin verranno tutti arrestati, sempre dai nipponici, all’indomani dell’armistizio, nel 1943, e liberati nel 1947, con la rinuncia formale alla colonia cinese. Il quartiere italiano di Tientsin diventerà un’attrazione per turisti.



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Succede il 5 di giugno:


