29.6.1926. Il baldo eroe del Parco Ducale
29 giugno 1926 – Il pomeriggio di svago al Parco Ducale viene turbato da un incidente natatorio. Da una delle diverse barchette che stanno navigando sulla peschiera del giardino, una ragazza cade in acqua. Non sa nuotare e il giovanotto che fino ad un attimo fa era seduto al suo fianco, mani sui remi, resta impietrito dalla sorpresa e dallo spavento. Sulla barchetta ci sono anche altre signorine – la caduta è dovuta proprio all’eccessivo assembramento su questo piccolo legno –, ma nessuna di loro ha la prontezza e la capacità di aiutare l’amica che annaspa con affanno nell’acqua del laghetto. Mentre lì sul natante si grida, quella sotto va sempre più sotto. Non è poi così fonda, la peschiera del Parma Ducale, ma per chi va nel panico è sufficiente per affogare.
Ma ecco che dalla riva un baldo ventenne che ha capito la gravità dell’ora, si tuffa senza neppure levare la maglietta. Poche bracciate ed è già accanto alla ragazza in pericolo. Le passa un braccio sotto la vita, la solleva un poco e la riporta sul bordo del laghetto. Tutti applaudono, tranne quelle due o tre donne che si fanno attorno alla riemersa e salvata, tranquillizzandola con pacche sulla schiena, utili anche a liberarla dal liquido di troppo.
L’eroe del Parco Ducale, fradicio, va a nascondersi dietro un cespuglio in attesa che un amico torni con un cambio d’abito.
Questo eroe si chiama Ettore M. e ai gesti generosi è avvezzo. Una ventina d’anni dopo tornerà agli onori delle cronache per il ritrovamento di una grossa somma di denaro: invece che tenersela, nonostante il momento di grande miseria – ne dichiara pubblicamente il ritrovamento per rintracciare il proprietario.

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Succede il 29 di giugno:


