4.7.1921. Spari sugli operai in sciopero. Due morti
4 luglio 1921 – Cantando Bandiera rossa, e con tante bandiere rosse sulle teste, 400 operai tentano di occupare la centrale idroelettrica di Selvanizza. Ma di fronte alle baracche dei lavoratori si schierano carabinieri e soldati, che aprono il fuoco. Due uomini vengono uccisi e dieci feriti, compreso un carabiniere. I morti sono Gilberto Boraschi e Vittorio Frali. Quattordici operai vengono arrestati.
All’inizio della protesta c’è una frana: il 10 aprile 1921, una caduta di massi e terra disastra la camera di carico dell’impianto di produzione elettrica. La Società Emiliana, che gestisce la centrale, per accelerare le riparazioni fa arrivare operai da Bergamo; per aggiustare tutto occorreranno comunque otto mesi.
Fra gli abitanti delle alte valli, in molti dipendono economicamente dal bacino di Selvanizza. Sono tre mesi che non guadagnano nulla, perché quella frana ha fermato l’impianto. L’arrivo di gente di fuori pare una provocazione. La Società, poi, gestisce la questione senza la mediazione della Camera del Lavoro, ed è un errore.
Domenica 3 luglio, a Palanzano salgono Amilcare De Ambris e Vittorio Picelli per un infuocato comizio ai molti lavoratori senza stipendio. I due rivendicano il diritto della gente di montagna a prendersi il bacino artificiale. E in tanti li seguono alla lettera.
Quella sera stessa, passata da poco la mezzanotte, scoppi di dinamite scuotono l’aria: saltano la linea telefonica e gli impianti di distribuzione della corrente verso La Spezia, Langhirano e Monchio. Al mattino si formano due cortei da Monchio e da Lagrimone, diretti a Selvanizza.
L’esito è quello detto: le forze dell’ordine – chiamate già da giorni dall’impresa per presidiare il cantiere – sbarrano la strada e che aprono il fuoco e una violenta lotta. Vittorio Ilari, 23 anni, muore subito; Pietro Boraschi, 26 anni, il giorno dopo in ospedale.
La settimana successiva questi sanguinosi fatti, il prefetto obbliga la Società Emiliana a riassumere subito tutti gli operai già al suo servizio prima della frana.

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Succede il 4 di luglio:


