30.5.1926. Un angolo di Congo a Parma
30 maggio 1926 – Apre per la prima volta al pubblico la Raccolta Piola, collezione di oggetti portati a Parma dal Congo belga da un militare parmigiano che ha soggiornato tre anni nel Paese africano. Assieme ad un gran numero di oggetti di diversa natura, ci sono anche pelle e ossa di due okapi, animale che ancora non conosce nessuno.
Emilio Piola è nato a Parma il 12 ottobre 1865 e morirà a Sarzana il 4 luglio 1930. Ufficiale di fanteria, viene coinvolto nella spedizione italiana in Congo che segue l’accordo siglato fra il Regno d’Italia e l’anziano re del Belgio Leopoldo II, che considera la colonia del Congo una sua proprietà personale. I belgi hanno richiesto personale militare per lo Stato africano ed in cambio offrono terre per coloni italiani nel Kivu, regione nell’est del Paese.
La missione italiana, guidata dal capitano medico della Marina Eduardo Baccari, parte nel maggio 1903 ed è probabile che Piola sia con lui. Solo “probabile” perché il parmigiano non lascia alcun diario della sua esperienza africana. Di sicuro c’è solamente che resta tre anni e che nel 1907 è ormai rientrato in Italia. L’accordo col Belgio dura poco, perché vista la brutalità con cui Leopoldo tiene sottomesse le popolazioni congolesi, Baccari convince l’esercito a cancellare ogni piano di invio di coloni.
Il capitano Emilio Piola riporta tanti oggetti collezionati durante il soggiorno africano: 216 reperti etnografici e 91 naturalistici, oltre alla coppia di okapi, un maschio e una femmina. Li ha uccisi nelle foreste a ovest del lago Alberto. L’okapi (Okapia johnstoni) è stato scoperto appena prima del suo arrivo in Congo, nel 1901, quando sir Harry Johnston, alto commissario britannico in Uganda, ne ritrova diversi frammenti di pelle, che gli fanno credere di essere di fronte ad una nuova specie di zebra; invece, questo quadrupede grande come un cavallo è un parente della giraffa. Appena si sparge la notizia, parte la caccia per trovare l’animale intero. Prima dei due portati a Parma, oltre ovviamente a quelli vivi e liberi in Congo, c’erano pelli e scheletri di okapi solo a Tervuren in Belgio, a Londra e a Roma.
La collezione messa insieme da Piola viene donata all’Università di Parma con lettera del 15 novembre 1907, ma a lungo resta inscatolata in magazzino. Ritrovate le casse, finalmente, in questo 30 maggio 1926 i parmigiani possono vederla. L’allestimento lo ha curato Angelo Andres, direttore dei Musei di zoologia e anatomia comparata, che il giorno dopo l’inaugurazione andrà in pensione.
Dei due okapi è visibile solo la femmina: il capitano Piola riporta in Italia pelle e scheletro, ma per pagare un tassonomista che li rimetta insieme servono parecchi soldi; la Cassa di Risparmio offre il denaro per ricostruire uno dei due esemplari, ma nel 1926 il museo ancora cerca fondi per il secondo.
Spiega il professor Andres, che “il capitano Piola soggiornò per tre anni nello Stato indipendente del Congo, raccolse quasi tutti gli oggetti nella regione dei Uellé e Bainù, cioè all’incirca dal 23° al 37° est Greenwich e dal 2° al 5° nord”. Da qui vengono scudi, lance, archi con e senza serbatoio di veleno, pugnali, daghe, sciabole, accette, strumenti musicali come arpe e una zanza, oggetti di copertura, di ornamento, di toeletta. “Tali oggetti appartenevano alle tribù degli Arandè, degli Ababua, dei Manghattù, dei Bosoko, dei Maiombè, dei Bakongo. Interessanti sono le armi dei Tikki-Tikki, gruppo dei pigmei”.
Più avanti, la raccolta Piola sarà integrata da una seconda collezione, messa insieme da Temistocle Ferrante, un altro della spedizione di Baccari, un veronese nato a Catanzaro che decide di restare in Africa anche quando gli altri italiani tornano a casa, a fare il giudice; vi rimane dal 1904 al 1922. Pure lui rientra con tanti oggetti delle popolazioni congolesi, che arriveranno all’Università di Parma solo nel 1990.
La Raccolta Piola, con gli oggetti aggiunti da Ferrante, sono sempre visibili, in una delle sale del Museo di Storiografia Naturalistica nel Palazzo centrale dell’Ateneo di Parma, che ha scelto quale proprio simbolo proprio i due okapi arrivati nel 1907.




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Succede il 30 di maggio:


