21.5.1903. Cavalleria rusticana in Oltretorrente
21 maggio 1903 – Luigi Stocchi, facchino di 28 anni, in borgo Minelli uccide un uomo, ferisce suo cognato e picchia l’anziano padre, per odio verso l’ex moglie.
Li aveva incontrati tutti nell’osteria vicino alla propria casa, presente anche sua sorella e un amico dell’ex moglie, un fornaio che si chiama Roberto Bazzini. Vedere la sua famiglia scherzare amichevolmente con la donna da cui è separato da 5 anni, gli fa montare l’odio alla testa. Discutono violentemente, ma se ne va.
Poi, però, si ritrovano ancora: Stocchi si è nascosto vicino all’uscio della casa dell’ex moglie, in via D’Azeglio, aspettandoli nel buio. Stavolta non sono parole ma botte. Luigi ce l’ha con Bazzini. Il padre si mette in mezzo e viene colpito con forza al naso e in fronte; cade a terra sanguinante. Poi Luigi getta a terra anche la sorella, che è incinta. Estrae un piccolo coltello e lo conficca in petto al fornaio; prende il cuore: Bazzini muore pochi minuti dopo. Il cognato di Stocchi trova un bastone e colpisce il furioso parente, poi scappa, inseguito, e viene pure lui accoltellato, alla schiena; sviene ma la ferita non è grave, guarirà in un paio di settimane.
Poche ore dopo, Stocchi viene arrestato in casa, dove vive da due anni con la sua seconda amante, trovato nascosto nudo in un ripostiglio.
Il processo si svolge fra il 14 e il 15 aprile 1904. L’avvocato difensore prova a dare la colpa all’alcol. Difesa debole: Luigi Stocchi viene condannato a 13 anni di carcere.

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Succede il 21 di maggio:


