20 maggio 1550 – Una terribile grandinata colpisce prima la Lunigiana, poi l’Appennino parmense e si esaurisce sulla Bassa, attorno a Soragna. A Bosco di Corniglio il ghiaccio che precipita dalle nubi uccide parecchi animali al pascolo.
Due uomini, che volevano dare l’allarme suonando le campane come è uso fare in caso di calamità, sono colpiti da un fulmine e uno resta ucciso.
Del tragico evento atmosferico resta una cronaca coeva:
“Venne una violenta grandinata che investì Gravagna e Montelungo; colpì poi il monte di Bosco e ammazzò 40 capi di pecore e di montoni; colpì anche Belforte, Lesignano, Terenzo, Bardone, Corniana. Arrivò sul cremonese e fece grandi danni a Soragna, a Samboseto, a Salso, e in molte altre località”.
“Quel giorno due uomini si erano recati nella chiesa di Cassio per suonare le campane, com’è abitudine fare contro il maltempo, e due bambini li avevano seguiti. Venne ad un tratto una saetta accompagnata dal tuono che colpì uno dei due uomini e lo uccise; l’altro lo scagliò a terra e lo fece star male. Lo stesso fece di quei due bambini”.
Un evento simile si era già verificato due anni prima, la notte tra il 16 e 17 giugno 1548, senza vittime ma con danni ancora maggiori.
La stessa cronaca racconta:
“È venuta tanta grandine a Berceto, Lozzola, Gorro, Belforte, Tiedoli, Castoglio, Branzone, San Martino, Mormorola e in tutta la valle del Mozzola, dalla costa di san Martino in là, e nei boschi lungo la strada di Berceto, che non ha lasciato biade di sorta, né canapa, né vigne: ha distrutto tutti i polloni dei castagni, accompagnata da un vento che spezzava rami grossi come un uomo. Non ha lasciato frutti, né noci, né ghiande, né d’altra specie. Li ha rovinati tutti. La mattina dopo si sono trovati morti nel bosco di Bergotto innumerevoli colombi e altri uccelli”.
“Pesarono poi in val Mozzola questa grandine: ce n’era molta anche di 18 once il grano [mezzo chilogrammo]. Ha raggiunto il bosco dove c’erano dei contadini che tenevano fuori le pecore al pascolo, e non ve n’è rimasta una che non fosse uccisa da tale grandine. Ha ammazzato i cani e gli stessi guardiani ebbero da fare di tutto per salvarsi. Si trovavano lepri morte. Un grano colpì in un occhio un pastore che voleva aiutare le pecore: gli fece cadere quest’occhio dalla testa”.
“È stato così grande il danno che più di 300 famiglie tra il Comune di Valmozzola e quello di Berceto hanno abbandonato la patria e sono andate per il mondo”.