12.10.1930. Divina Virginia, la ballerina tigre
12 ottobre 1930 – Circondata dalle due figlie e dai nipoti, si spegne Virginia Zucchi, la Divina Virginia, la “ballerina tigre”, che per mezzo secolo ha ammaliato spettatori di tutta Europa.
La Zucchi muore a Nizza, dove ha fondato una scuola di danza, ma ha dato disposizioni per essere sepolta a Cortemaggiore. Era nata a Parma il 10 febbraio 1849, ma aveva poi trascorso l’infanzia nella cittadina della Bassa piacentina.
Trasferitasi a Milano, non viene accettata nella scuola di danza della Scala. Meno male: ha così modo di sviluppare uno stile suo, molto originale, innovativo, nei passi, nelle figure, nell’abbigliamento – si accorcia da sola il tutù con le forbici –, ma soprattutto nella recitazione. Virginia Zucchi, forte di mimica e gestualità sensuali, va oltre il balletto e fa della danza una forma espressiva piena. Ciò che esprime, conforme al suo carattere, è soprattutto la passione per la vita e per l’amore.
Il ballo nella famiglia Zucchi è tradizione. I due zii Giuseppe e Domenico, nel XVIII secolo erano stati danzatori formati alla Regia scuola di ballo di Parma e poi spesso attivi sul palco del Teatro Ducale. Anche Costantina, sorella di Virginia, è ballerina.
La fortuna della Zucchi inizia nel 1868. Prima di allora ha fatto solo piccole cose fra Torino, Piacenza e Busseto. Ma capita che si trovi a Padova quando si ammala la prima ballerina di Brahma, una coreografia molto romantica. Lei la sostituisce e il pubblico impazzisce. Nel giro di un paio d’anni è già una diva, inizialmente chiamata “la bella parmigianina”.
Bella la è davvero: con il seno prosperoso, la vita stretta e i fianchi larghi risponde perfettamente al modello di donna della metà dell’Ottocento. E poi sa muoversi con forza, flessuosità e rapidità.
Tanti uomini di innamorano di lei, che non disdegna relazioni brevi con nobiluomini e che si costruisce una fama di femmes fatales dalla relazione col tenore spagnolo Julián Gayarre nel 1884, fuga d’amore su cui i giornali favoleggiano per settimane.
Virginia Zucchi si esibisce in moltissime città d’Italia e oltre, da Londra a Napoli, da Parigi a Berlino. Mai a Parma. Il Paese che predilige è la Russia, dove lavora dal 1885 al 1889. Fra San Pietroburgo e Mosca vive i suoi migliori anni artistici e il suo modo di danzare influenza decisamente il balletto russo. Torna in Italia quando sta per compiere 41 anni e non ha più la scioltezza dei primi tempi, ma continua comunque a muoversi sulle punte ancora per cinque anni.
Anche quando si è ormai ritirata, per un’intera generazione resta archetipo incarnato di donna affascinante e magnetica.


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Succede il 12 di ottobre:


