Cronaca,  Epoca Moderna

22.4.1805. Lavori forzati alla ruota del sale

2 Fiorile XII, ovvero 22 aprile 1805 – Il Supremo consiglio criminale di Parma condanna Giuseppe Bocchi di San Secondo per l’omicidio di Giuseppe Bonati detto Baciola, ucciso la sera del 24 giugno 1796 a Carzeto di Soragna. Bocchi si professa innocente, ma il giudice Biagio Salati non gli crede.

E quale è la condanna? Cinque anni alla “ruota di Salso”. Che a Parma, per secoli, equivale ai lavori forzati.

La ruota è un gigantesco meccanismo che serve per estrarre l’acqua utile alla produzione di sale dalle colline. La ruota, girando, muove un perno su cui si arrotolano le corde di secchi assai capaci calati in un pozzo. Quando un secchio arriva alla superficie per essere vuotato, l’altro scende giù in basso e si riempie. Poi la ruota prende girare in senso inverso e l’operazione si ripete. All’infinito.

A lungo, questo impianto è stato mosso da animali da tiro, ma alla fine del Cinquecento o all’inizio del Seicento, si iniziano ad utilizzare persone, obbligate a girare tutto il giorno come criceti per scontare le loro pene.

Due prigionieri stanno all’interno della ruota, altri due o tre sono all’esterno, in cima. Camminando, fanno girare la grande macchina. Per evitare fughe, stanno incatenati con un collare.

La ruota è stata costruita al tempo dei Farnese, che danno massimo slancio all’industria del sale a Salsomaggiore. E continua a girare per tutto il Settecento e l’Ottocento.

Le leggi del Ducato prevedono espressamente la condanna alla ruota, sia per i reati più gravi, come nel caso di Bocchi, giudicato assassino, sia per colpe minori. Ad esempio, nel 1690 la ruota è additata contro oziosi e vagabondi. Nel 1749, alla ruota finiscono i ladri di polli e gli uccisori di colombi domestici. Nel 1765 sono da condannare alla ruota i giocatori d’azzardo.

Eppure, la ruota deve essere davvero faticosa, una gran pena: l’ordinamento penale di Parma, considera equivalenti 5 mesi alla ruota e 7 mesi al remo su una galera (i condannati alle galere, Parma li presta alla Repubblica di Venezia).

A subire questa durissima punizione, nel tempo sono centinaia di uomini. Quello di Giuseppe Bocchi è solo un esempio fra i tanti. Nei casi gravi, la condanna durava per tutta la vita.

Ruota di Salso, stampa da un giornale degli ultimi anni dell'Ottocento,
Museo Civico del Risorgimento Musini di Fidenza
Ruota di Salso, stampa da un giornale degli ultimi anni dell’Ottocento,
Museo Civico del Risorgimento Musini di Fidenza

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