Età contemporanea,  Luoghi perduti

20.1.1860. L’incompiuta barriera Bixio

20 gennaio 1860 – Il dittatore delle Province Emiliane Farini ordina di demolire le antiche porte delle mura di Parma e sostituirle con barriere per il dazio. Fra queste è anche porta San Francesco, in fondo all’omonima strada, che nel 1882 diventerà via Nino Bixio. Delle cinque barriere costruite negli anni ‘60, questa è l’unica che ancor oggi ne conserva l’aspetto.

Il progetto della nuova barriera è di Angelo Angelucci. L’architetto prevede due edifici neoclassici ai lati, con colonne e timpano ripresi pari pari dai templi greci. E una cancellata in ghisa appoggiata a quattro grandi pilastri. Sopra a questi sono collocate statue di Cristoforo Marzaroli ed Emilio Romanelli: rappresentano la Legge, la Giustizia e le prime quattro regioni che hanno costituito il Regno d’Italia. C’è anche un targa che celebra il plebiscito del 1859.

I lavori per la sua realizzazione sono diretti Pier Luigi Montacchini, che però non può portare a compimento il progetto di Angelucci. Manca infatti la statua al re Vittorio Emanuele che doveva stare al centro della piazza, dove molto più avanti sarà costruita una meridiana. Oltre alla figura in marmo del sovrano, l’architetto ha previsto pure due obelischi. Ma i soldi sono finiti e alla statua si rinuncia.

Barriera Vittorio Emanuele è inaugurata il 4 novembre 1866.

Progetto per barriera Vittorio Emanuele, tavola acquerellata di Angelo Angelucci, 1860
Progetto per barriera Vittorio Emanuele, tavola acquerellata di Angelo Angelucci, 1860

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