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1.1.1221. Il primo municipio di Parma

1 gennaio 1221 – I parmigiani scelgono come proprio podestà Torello de Strada, esponente di una ricca e nobile famiglia di Pavia, un poeta, al suo primo incarico politico importante.

Torello, a Parma lascia il segno. Ordina infatti la costruzione di un nuovo palazzo pubblico, al centro di uno dei lati della piazza. E lascia anche un buon ricordo, tanto che a lavori finiti, i parmigiani dedicano l’edificio a Torello stesso e in suo onore vi pongono di fronte la statua di un piccolo toro.

Per portare a compimento il progetto del 1221, occorrono due anni, ma le autorità ancora non chiudono il cantiere, continuando ad abbellire l’edificio, il nuovo simbolo dell’autorità che regge la città e dell’ordinamento scelto dai cittadini.

Nel 1223, sono aggiunge due scale esterne, una a destra ed una a sinistra della facciata, cioè verso la chiesa di San Pietro e verso l’attuale via Farini.

Nel 1246, è costruito anche un collegamento che scavalca questa strada, per unire l’edificio al palazzo dove abita il podestà, quello che oggi è l’ingresso del Municipio. Questo ballatoio, protetto da un tetto e da un parapetto di pietra, sarà utilizzato per appendere i criminali.

L’edificio ha un portico al piano terra, con quattro grandi archi, e un piano superiore con finestre e in cima i merli. O almeno così figura nelle prime sommarie rappresentazioni, nel XVI secolo.

Questo palazzo resta in proprietà al Comune fino al Seicento, poi è venduto alla famiglia Bondani, che lo terrà per i tre secoli successivi. Il municipio si trasferisce infatti nell’angolo della piazza, in un nuovo spazio costruito fra 1267 e 1273. L’edificio di Torello subisce allora una serie di trasformazioni. Il portico è rifatto con più colonne e gli archi da tutto sesto diventano acuti. Al piano alto è aperta una balconata anche questa porticata. Scompaiono i merli.

Una parte dei portici è occupata da negozi; gli ultimi saranno il ristorante e poi bar Correggio, dove si servono ostriche, e alcuni venditori di caldarroste e pere cotte.

Il Palazzo comunale, detto del Torello, poi Bondani, quindi palazzo Levi a inizio Novecento e palazzo Tedeschi negli anni Trenta, oggi non esiste più. Negli ultimissimi anni dell’Ottocento, la facciata è demolita, eliminando i portici. Poi, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l’intera costruzione viene atterrata per lasciar spazio ad una nuova.

Nel 1920 vi si trasferisce la Banca Commerciale e da allora ha sempre ospitato istituti di credito e assicurazioni. Attualmente, buona parte dell’edificio è vuota.

Palazzo Bondani nell'Ottocento.
"Piazza Grande a Parma", acquerello di Giuseppe Boccaccio, prima metà del XIX sec., Galleria Nazionale di Parma
Palazzo Bondani nell’Ottocento.
Piazza Grande a Parma“, acquerello di Giuseppe Boccaccio, prima metà del XIX sec., Galleria Nazionale di Parma (sulla destra, la scomparsa Ara dell’amicizia)

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